Edizione di: Giovedi, 11 marzo 2010 ore 16:19 @680

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FRANCESINA SBARAZZINA

c31.JPGdi Bruno Allevi

La Citroen C3 arriva alla seconda generazione

 

 

ASCOLI PICENO – Una delle auto di Citroen che ha avuto maggior successo negli ultimi anni, si rinnova in maniera totale. Quest’auto è la Citroen C3. La seconda generazione della piccola francese è equipaggiata da 3 motori a benzina (1100 da 60 cv, 1400 da 73 e 95 cv, 1600 da 120 cv) e due motori diesel HDI (1400 da 70 cv, 1600 da 90 e 110 cv), negli allestimenti Ideal, Perfect, 99, Exclusive Style. Esternamente la nuova C3 è più lunga di 8 cm rispetto al precedente modello (che ora si chiama C3 Classic), e presenta una linea tondeggiante che ricorda in chiave più moderna e sportiva la precedente C3. Grintoso il frontale dove fanno bella mostra di se i nuovi gruppi ottici di forma allungata e la grande mascherina trapezoidale posizionata al centro del paraurti bombato. Anche il posteriore denota grinta e sportività, anche qui grazie alle forme bombate che creano dinamicità e movimento. Curiosi i gruppi ottici dal disegno molto particolare. Salendo a bordo della C3 si ha la sensazione di trovarsi nell’abitacolo di una grande berlina, grazie all’accuratezza e all’eleganza delle finiture usate per costruire l’abitacolo della piccola francese. Lo spazio a bordo abbonda sia per chi siede nei posti davanti sia per gli occupanti dei posti posteriori. Molto ben rifinita è la plancia: elegantissima e sportiva è la fascia di plastica lucida che corre lungo tutta la plancia. Analizzando con più attenzione la consolle centrale notiamo la disposizione chiara e lineare dei comandi (clima e radio CD), facili da usare e a portata di mano. Accattivante è il cruscotto, con il quadro strumenti ben leggibile.

LA TERZA STELLA

esw1.JPGdi Bruno Allevi

Dopo la Berlina e la Coupè arriva la versione Station Wagon

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la E Berlina e la E Coupè, arriva sul mercato italiano la E Station Wagon. La versione per famiglie della berlina di Stoccarda è disponibile al lancio con 2 motori a benzina (350 CGI da 298 cv e 500 da 388 cv) e 3 motori diesel (220 CDI da 170 cv, 250 CDI da 204 cv e 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive, Elegance, Avantgarde, Avantgarde AMG. Esteticamente la E SW si distacca dalle precedenti versioni station della berlina tedesca, grazie a una linea più slanciata, meno pesante, che rende la vettura grintosa e sportiva. Accattivante il frontale ripreso dalla versione berlina (stessi gruppi ottici separati, stessa grande mascherina cromata dove campeggia la stella a 3 punte, stessi fari fendinebbia a led), mentre la novità principale è ovviamente nel posteriore. Qui vi è il maggior concentrato di linee sportive di tutta l’auto. Infatti la presenza del lunotto spiovente, dei fari spigolosi e delle nervature provenienti dalle fiancate, danno slancio e sportività alla coda della E Station. Nell’abitacolo si respira, come al solito, l’atmosfera Mercedes. I materiali usati sono di pregio e le finiture di qualità, l’assemblaggio è ottimo. Da sottolineare l’abbondanza di spazio sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Soffermandoci per un momento sul bagagliaio, ha una capacità record e forma regolare (tirando una leva accanto al portellone si reclina lo schienale formando un piano di carico perfettamente piatto); inoltre c’è la possibilità di montare come optional 2 strapuntini contromarcia adatti ai ragazzini.

SPORT, ELEGANCE, STYLE

61.JPGdi Bruno Allevi

Provata la Mazda 6

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mazda, casa giapponese famosa per 2 miti automobilistici come la MX-5 e la cattivissima RX-8, rinnova la sua ammiraglia, la 6. La vettura giapponese è disponibile in 3 varianti di carrozzeria (Berlina, SW, Sport Tourer), è equipaggiata con 3 motori a benzina (1800 da 120 cv, 2000 da 147 cv e 2500 da 170 cv) e con 2 motori diesel common rail (2000 da 140 cv e 220 da 163 e 185 cv), negli allestimenti Experience, Executive, Luxury. Esternamente la nuova ammiraglia di casa Mazda delinea il nuovo stile che la casa giapponese da qualche tempo ha fatto proprio. Infatti ci troviamo di fronte a una vettura che ha una linea marcatamente sportiva e spiccatamente aggressiva, ma che non rinuncia affatto a forme eleganti che hanno decretato il successo di questo prodotto dal suo lancio sul mercato italiano. Comune a tutte e tre le varianti di carrozzeria è il frontale dove abbiamo i gruppi ottici di forma allungata che incorniciano la bella mascherina di forma curva, al cui centro risalta lo stemma Mazda. Le principali differenze le abbiamo invece nella parte posteriore. Infatti se analizziamo la versione Berlina troviamo una classica coda, per nulla pesante, ma leggera per sottolineare il carattere sportivo della Mazda 6. Se invece siamo in presenza della Sport Tourer avremo una parte posteriore caratterizzata dalla presenza di un portellone e da forme curve che imitano quelle delle vetture coupè. Infine, se ci troviamo in presenza della versione SW, come in ogni familiare che si rispetti abbiamo un allungamento della vettura (3 cm in più rispetto alla berlina e alla Sport Tourer) che parte dal montante centrale, la presenza del portellone, e comune anche alla Berlina e alla Sport Tourer i gruppi ottici, la cui forma allungata richiama quella dei fari anteriori.

Paolo Campa, un grande artista alla Residenza Rivabella di Magliaso

 

paolo-campa-ragazza-di-dubrovnik-12.jpgPersonale del pittore luganese Paolo Campa nei saloni della Residenza Rivabella a Magliaso (via Resiga 17). Sotto il titolo “Il Rinascimento che verrà” la mostra presenta una serie di dipinti di medie e grandi dimensioni in cui appare evidente il grande talento di questo artista. “L’opera di Paolo Campa – scrive il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni - riconcilia con la pittura. È estranea a quella parte dell’arte moderna e contemporanea fatta di avventure e tentativi, spesso temerari, e si ricollega invece alla grande pittura e ai grandi pittori. Paolo Campa è figlio del Rinascimento, del lavoro di bottega, di una straordinaria perizia innestata su un folgorante talento posta a confronto con la sensibilità, le attese di oggi. Fan trattenere il fiato per la meraviglia i suoi Portraits, Flowers, Still-life: la delicatezza, la maestria, il tocco, la visione d’insieme. Entusiasmano e al tempo stesso fanno pensare i suoi Personaggi come scolpiti sulla tela e resi vivi dal colore: giovani donne e uomini di un mondo in trasformazione, multietnico, nei quali l’artista va a cogliere i caratteri più rappresentativi e nuovi”.

 

Nato nel 1964 a Lugano, vive e lavora a Pazzallo, Paolo Campa ha tenuto la sua prima personale proprio a Lugano nell’89 e da allora ha esposto in diversi paesi d’Europa. Importanti le due personali presentate nel 2001 da Sotheby’s, l’esposizione intitolata “Flowers” nel 2007 alla Galerie Caroline Dechamby di Crans-Montana, l’invito e la partecipazione alla mostra “Nuovi Realismi” curata da Vittorio Sgarbi al PAC, Padiglione d’arte contemporanea di Milano così come alle Fiere d’arte contemporanea di Bologna e Miami. La sua attività espositiva internazionale è adesso intervallata da questa mostra, che si in augura domenica 24 gennaio alle ore 11 alla Residenza Rivabella di Magliaso. Presenta il giornalista e critico d’arte Dalmazio Ambrosioni. La mostra rimane aperta fino all’11 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 18.

PROIEZIONE FUTURA

5gt1.jpgdi Bruno Allevi

Arriva la terza variante della Serie 5: dopo la Berlina e la Station, ecco la Gran Turismo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Gamma Serie 5 si allarga. Infatti dopo la versione Berlina e Touring, viene presentata la versione Gran Turismo. La terza scelta della berlina tedesca è equipaggiata con 2 motori a benzina (535i da 306 cv e 550i da 408 cv) e un motore diesel (530d da 245 cv) negli allestimenti Eletta e Futura. Esternamente la vettura mantiene della Serie 5 solo il nome. La nuova BMW presenta infatti una linea molto particolare dove si fondono stili diversi fra di loro, ma che nella 5 GT trovano la loro perfetta sintesi e somma. Abbiamo qui le linee proprie di una berlina di rango che si fondono con quelle del SUV e quelle della coupè. Oltre questa fusioni di stili, la 5 GT è più lunga di 16 cm rispetto alla 5 Berlina (484 cm la 5 Berlina, 500 cm la 5 GT), è più larga e più alta. Molto particolare il frontale, in quanto anticipa quello che sarà il muso della nuova BMW Serie 5 che sarà sul mercato nel corso del 2010. Parte anteriore spiovente e grintosa con la mascherina a “doppio rene” molto pronunciata, incorniciata dai grandi gruppi ottici di forma allungata. Se già il frontale anticipa linee future, il posteriore è il futuro. Infatti qui abbiamo quella fusione fra le linee coupè e SUV di cui parlavo pocanzi. Dal montante centrale la 5 GT perde la sua connotazione di berlina per assumere quella di coupè grazie alla forma tondeggiante che si rialza in coda , sbocciando nelle linee tipiche di un SUV di classe come la X5. La coda è muscolosa, robusta, ed è caratterizzata dal grande portellone ad apertura separata a cui si aggiungono i grandi gruppi ottici dal design molto sportivo e dinamico, a sottolineare il DNA sportivo della 5 GT. Salendo sul mix di stili che è la 5 GT, ci troviamo davanti al solito abitacolo BMW: un mix di lusso, tecnologia e sportività. Nulla da eccepire su materiali e qualità costruttiva; ottimo anche lo spazio a bordo, grazie soprattutto alla parte finale che permette di sfruttare al massimo il grande bagagliaio di cui la nuova auto di Monaco di Baviera dispone. Elegantissima è la consolle centrale dove di consueto troviamo in posizione rialzata il grande schermo del navigatore – sistema di intrattenimento, seguito dalle bocchette dell’aerazione, da un comodo portaoggetti, dall’autardio con lettore CD e dal sistema di climatizzazione automatica. Nel tunnel centrale invece troviamo il cambio joystick con il pulsante del freno a mano elettrico e accanto al cambio l’ormai celebre rotellina argento dell’IDrive che regola il sistema di intrattenimento della 5 GT.

JAPANESE ROADSTER KART

mx51.jpgdi Bruno Allevi

Provata la MX-5

GIULIANOVA LIDO – Era il 1989 quando la Mazda, casa automobilistica giapponese, lanciò sul mercato mondiale una piccola roadster destinata a fare epoca. Questa roadster è la MX-5, conosciuta da tutti con il nome di Miata. La nuova generazione della spider del Sol Levante è disponibile nelle varianti di carrozzeria Roadster e Roadster Coupè, è equipaggiata con 2 motori a benzina (1800 da 126 cv e 2000 da 160 cv), negli allestimenti Earth, Wind, Niseko, Fire. Esternamente la MX-5 rimane fedele alla forma compatta e molto sportiva che nel 1989 aveva la Miata. Infatti, a sottolineare un successo clamoroso nel mondo (l’auto è addirittura nel guinness dei primati come la roadster più venduta nel mondo), la linea della nuova MX-5 si discosta poco dalla sua progenitrice, se non per alcuni particolari. Rispetto alla prima generazione abbiamo un nuovo frontale, pulito ma molto grintoso, dove risalta la grande presa d’aria in posizione centrale sul paraurti, sormontata dai piccoli gruppi ottici di forma ellittica. Posteriormente invece nulla è cambiato dal 1989: infatti abbiamo la stessa coda grintosa della Miata e gli stessi gruppi ottici, aggiornati nelle plastiche, che la MX-5 del 1989 portava “in dote”. Salendo a bordo della roadster di casa Mazda, troviamo un abitacolo piccolo, raccolto, 2 posti secchi, come sulle vere spider di una volta.

7 ANNI IN COREA

ceedrestyling2.JPGdi Bruno Allevi

E’ arrivata la Ceed Face Lift

ALBA ADRIATICA – La Kia Ceed, prima auto al mondo a dare la garanzia di 7 anni sulle parti meccaniche, giunge alla sua versione Face Lift. Il restyling della media coreana, disponibile in versione Berlina e Sporty Wagon, è equipaggiata con 2 motori Benzina (1400 da 109 cv e 1600 da 125 cv esclusivo per la SW), un 1400 Bifuel (Benzina + GPL) da 109 cv e un motore diesel Common Rail CRDI 1600 da 90 e 115 cv, negli allestimenti LX e EX. Esternamente la berlina coreana cambia poco, mantenendo la linea pulita e tondeggiante che ne ha determinato un enorme successo di pubblico. A essere modificati sono stati come solito il frontale e la coda. Il nuovo frontale presenta una mascherina cromata dal nuovo disegno e nuovi gruppi ottici, mentre nella coda che mantiene la piacevole forma morbida e tondeggiante a cambiare sono stati anche qui i gruppi ottici, e in particolare gli indicatori retromarcia e di direzione, ora di forma rettangolare (prima erano circolari). Anche a bordo le novità non mancano. È stata totalmente ridisegnata la plancia, molto sportiva e accattivante, dove al centro spunta come un atollo in mezzo al mare la consolle centrale, dove trovano spazio i comandi clima e quelli della radio incorniciati da eleganti inserti alluminio.

JOY EXPERIENCE

x11.JPGdi Bruno Allevi

Terzo SUV in casa BMW: BMW X1

 

 

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La BMW lancia il quarto SUV nella sua gamma. A essere presentato sul mercato dopo la X5, la X3 e la X6, è il compatto X1. Il SUV basato sulla Serie 1 è equipaggiato con un solo motore a benzina (XDrive 28i da 258 cv) e da 3 motori a gasolio (SDrive e XDrive 18d da 143 cv, SDrive e Xdrive 20d da 177 cv, XDrive 23d da 204 cv), negli allestimenti Base, Eletta, Attiva, Futura. Esteticamente la X1 si presenta come un SUV dalla forma compatta, ma nel contempo elegante e sportiva come ogni BMW di rango. Grintoso e muscoloso il frontale dove campeggia la grande mascherina doppio scudata cromata, elegantemente incorniciata dai grandi gruppi ottici, mentre incastonati nei paraurti come due gemme preziose vi sono i fari fendinebbia. Sotto la presa d’aria centrale molto elegante è la bordatura cromata della protezione sottoscocca, fondamentale in caso di uso della vettura su percorsi accidentati. Dinamica e sportiva è la coda dove risaltano i grandi gruppi ottici su due livelli, le bombature laterali e anche qui le protezioni sottoscocca che racchiudono anche il terminale di scarico cromato. Accomodandosi a bordo (è un SUV, quindi ha un altezza da terra maggiore rispetto alla Serie 1 da cui deriva), abbiamo il classico abitacolo BMW che si può riassumere in 3 parole: lusso, eleganza, sportività.

Gordola – Gospel alla Rotonda


 

mus-001.jpgAppuntamento con il gospel, venerdì 18 dicembre al Ristorante La Rotonda di Gordola. Ad esibirsi per questa serata speciale, abbinata alla gastronomia, sarà la cantante americana Bernita Bush, nata a Cincinnati e da diversi anni attiva in Europa, soprattutto marcando presenza in grandi jazz festival in Germania, Francia e Svizzera. Ad accompagnarla saranno il pianista Juan Gonzalves e l’armonicista ticinese Marco Meneganti. La serata avrà inizio alle ore 20.00, per informazioni o prenotazioni telefonare allo 091 745 36 35.

C’ERA UNA VOLTA UN FIORDO

93x1.JPGdi Bruno Allevi

Arriva la versione similSUV della Saab 93 SW

 

GIULIANOVA LIDO – La Saab amplia la sua gamma vetture con una particolare versione della 93 Station Wagon adatta a un uso fuoristradistico: la Saab 93x. La similSUV station è disponibile con un motore 2000 a benzina da 209 cv, un motore 2000 a bioetanolo da 200 cv e un motore diesel common rail 1900 TTID da 180 cv. Esternamente la 93x si distingue dalla 93 SW solo per alcuni dettagli. I principali sono la maggiore altezza da terra (35 mm rispetto la 93 SW) e le protezioni sottoscocca, fondamentali per incorrere in problemi causati da sassi o detriti su percorsi accidentati. Tutto il resto della vettura (grintoso il frontale a fascia che da una sensazione di dinamicità, particolare la coda con i grandi gruppi ottici trasparenti che seguono l’andamento del portellone), è identico alla Sporthatch (versione station della Saab 93). Internamente la 93x presenta un abitacolo spazioso, elegante e molto confortevole. Come in ogni Saab i materiali sono di pregio e l’assemblaggio è ottimo. Esaminando nel dettaglio la plancia, questa è elegantemente lineare, con una consolle centrale ricca e ben organizzata, con ogni comando messo nel punto giusto, facile da raggiungere e intuitivo nell’uso. D’effetto il quadro strumenti, elegante e raffinato grazie alle bordature cromate e di facile lettura in virtù della gradevole retroilluninazione verde su fondo nero. Ed ora il momento test drive.

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