Edizione di: Giovedi, 11 marzo 2010 ore 16:24 @683

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TEMPO LIBERO ALLA TEDESCA »

ranger1.JPGdi Bruno Allevi

Ecco il pick-up made in Ford

 

GROTTAMMARE – La Ford presenta sul mercato nazionale l’ultima serie del suo pick-up, il Ranger. Il veicolo tedesco è equipaggiato con 2 motori diesel common rail TDCI (2500 da 143 cv e 3000 da 156 cv), nelle varianti di carrozzeria Chassis, Super Cab, Doppia Cabina, negli allestimenti XL, XLT, XLT Limited. Esteticamente il Ranger si presenta come un veicolo dalle forme muscolose e massicce che denotano la robustezza del prodotto made in Ford. Importante è il frontale dove i grandi gruppi ottici fanno da cornice alla imponente mascherina lucida. Mentre il posteriore si caratterizza per la presenza dell’ampio cassone, il cui portellone è elegantemente incorniciato da gruppi ottici trasparenti, che danno una nota di sportività al mezzo tedesco. Salendo a bordo del Ranger ci troviamo davanti a un veicolo che nella sua linearità interna esprima la raffinatezza e il gusto per l’eleganza non ostentata tipica dei modelli Ford. La qualità dei materiali usati è buona, come buono è l’assemblaggio interno. Andando ad addentrarci più nel dettaglio, molto bella risulta la consolle centrale di color alluminio dove troviamo ordinatamente disposti i comandi radio e clima. Ben fatto è anche il quadro strumenti, completo di tutto e ben leggibile. Il Ford Ranger provato è stato il 2500 TDCI Doppia Cabina XL da 27400 €.

THE CUBE »

cube1.JPGdi Bruno Allevi

Particolarissima proposta della casa giapponese

 

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Nissan lancia sul mercato italiano un prodotto che sul mercato giapponese sta riscuotendo da anni un successo clamoroso. Questa vettura, dalla linea originalissima, è la Cube. Quest’auto, a metà fra una monovolume e una multispazio, è proposta con un motore 1600 benzina da 110 cv negli allestimenti Look e Luxury. Esteticamente la Cube si può riassumere nel suo stesso nome: Cubo. È infatti un Cubo a 4 ruote. La forma squadrata le da personalità e simpatia. Massiccio è il frontale e assai particolare è la stretta fascia della mascherina che contiene anche i gruppi ottici anteriori. Ma le maggiori stravaganze vi sono nella parte posteriore. La coda è ovviamente una delle facce del Cubo, e in questa faccia troviamo il portellone che si apre controvento per dare massima capacità di carico, e anche qui troviamo una piccola fascia orizzontale per contenere i fari posteriori. Assai particolare è la vetratura: molto ampia e con la presenza di un grande vetro continuo ad angolo che parte dal montante centrale per arrivare a fondersi con il lunotto posteriore.

Personale del pittore Ro Milan alla Galleria d’arte L’Incontro di Lugano »

ro-milan-mela-granata-olio-50x70-2009.jpgdi Dalmazio Ambrosioni


Il ritratto della pera e l’invenzione del paesaggio

 

Si intitola “Il ritratto della pera e l’invenzione del paesaggio“ la personale di pittura di Ro Milan, che si tiene dall’11 marzo al 25 aprile 2010 alla Galleria d’arte L’Incontro di Lugano-Molino Nuovo (via Ferri 2 – angolo via Trevano). Un titolo curioso per una mostra zeppa di novità, che si snoda lungo una quarantina di dipinti degli ultimi due anni, tutti inediti, in maggioranza ad olio con qualche tempera.

Ro Milan è conosciuto per i suoi paesaggi sospesi tra realtà e immaginazione. Paesaggi possibili o paesaggi reali ma rivisti attraverso la partecipazione emotiva a tratti anche sognante. Paesaggi dell’anima. Paesaggi ricchi di colore e di prospettiva, impaginati con una misura che confina con la poesia. Paesaggi simbolici, al centro dei quali sovente troneggia un albero, presenza forte che organizza lo spazio circostante. E gioca con i colori, mai così vivi, freschi, primaverili come in questo nuovo ciclo pittorico: gialli e rosa, azzurri e celesti, una ricca gamma di verdi attraverso un rincorrersi di tonalità. Davvero una festa per lo sguardo.

JAMAICAN TROPICAL CAR »

doblo1.JPGdi Bruno Allevi

Seconda Generazione per la multispazio torinese

 

 

 

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Fiat fa uscire sul mercato la seconda generazione di uno dei suoi veicoli di maggior successo, sia nel settore automobilistico che nel settore commerciale. Questa vettura è il Fiat Doblò. La multispazio italiana è equipaggiata con un motore a benzina (1400 da 95 cv) e 3 motori a gasolio Multijet (1300 da 90 cv, 1600 da 105 cv e 2000 da 135 cv), negli allestimenti Active, Dynamic, Emotion. Esteticamente il nuovo Doblò ha in comune con il precedente modello solo il nome. La vettura torinese è tutta nuova rispetto a prima: è cresciuta in lunghezza di ben 14 cm arrivando a 439 cm, ed ha forme più robuste. La linea è molto più piacevole, meno commerciale rispetto al vecchio modello e dalle forme sinuose e seducenti. Particolarissimo il frontale bombato dove la parte del leone la fanno i grandi gruppi ottici a goccia che seguono l’inclinazione del cofano, ma le maggiori novità sono nella parte posteriore dove ora abbiamo un enorme portellone vetrato che presenta una elegante fascia nera e incorniciato da due gruppi ottici verticali a forma rettangolare. L’allungamento del corpo vettura di ben 14 cm ha reso l’abitacolo del nuovo Doblò veramente enorme (si può avere a richiesta una versione 7 posti). Abitacolo che è stato totalmente riprogettato e ristudiato per poter offrire ai passeggeri il massimo spazio possibile (molti i portaoggetti a disposizione).

BRILLA LA STELLA TEDESCA »

astra1.JPGdi Bruno Allevi

La regina di casa Opel si rinnova

 

ASCOLI PICENO – La Opel rinnova uno dei suoi più grandi successi degli ultimi anni: la Opel Astra. La Berlina tedesca, a cui seguirà per la fine del 2010 la versione Station Wagon, è equipaggiata al lancio con 2 motori benzina (1400 da 100 e 140 cv, 1600 da 115 e 180 cv) e con 3 motori diesel CDTI common rail (1300 da 95 cv, 1700 da 110 e 125 cv, 2000 da 160 cv), negli allestimenti Elective, Cosmo, Cosmo S. Esternamente la nuova Astra riprende alcuni spunti dalla precedente serie come la linea tondeggiante ma li rende più grintosi e aggressivi di prima. Infatti le line tonde e morbide prendono slancio e creano una dinamicità sportiva che genera grinta e carattere sportivo nel corpo vettura della media tedesca. Molto personale il frontale caratterizzato dal cofano spiovente, dai nuovi gruppi ottici dal disegno sinuoso e dalla ampia mascherina scudata. Quasi da coupè è la coda posteriore per le forme arcuate che degradano verso il finale dell’Astra. Sportività che ritroviamo anche nella leggera schiacciatura del portellone, nelle linee dinamiche dei gruppi ottici, nel piccolo lunotto posteriore. Accomodandosi dentro l’abitacolo dell’Astra, si torna a respirare aria di auto per famiglia, grazie a un interno ampio e curato, con tanto spazio a dispozione sia nell’abitacolo che nel bagagliaio. I materiali con cui l’Astra è costruita nel suo interno sono di pregio e qualità elevata, cosiccome sono ottimi gli assemblaggi e gli accostamenti cromatici interni.

SPORTIVA E SPAZIOSA »

exeost1.JPGdi  Bruno Allevi

Dopo la versione berlina è arrivata la versione Station Wagon

 

ASCOLI PICENO – La Seat Exeo, nuova ammiraglia della casa spagnola, allarga la sua gamma, presentando la versione SW, chiamata ST. La Exeo per famiglie è equipaggiata con 2 motori a benzina (1600 da 102 cv e 2000 TSI da 200 cv) e un motore TDI 2000 da 120, 140 e 170 cv, negli allestimenti Reference, Sport, Style. Esternamente la Exeo ST prosegue nell’opera di derivazione da casa Audi che la Exeo Berlina ha iniziato. Se infatti la Exeo Berlina deriva dal precedente modello della Audi A4, la Exeo ST è la derivata della vecchia A4 Avant. La linea è stata ristilizzata, rammodernata e resa più grintosa e cattiva, seguendo gli stilemi del marchio di Barcellona. Rispetto alla Berlina, la ST si distingue innanzitutto per la linea allungata da famigliare (nonostante la forma sia diversa la ST è lunga solo 1 cm in più della berlina). Inoltre le differenziazioni maggiori sono nella parte posteriore (lunotto più grande e portellone bombato), mentre il frontale è identico a quello della Exeo Berlina. Salendo a bordo della Exeo Station, ci si trova, come sulla versione berlina, davanti a un abitacolo spazioso e ben rifinito, da ammiraglia di pregio.

FRANCESINA SBARAZZINA »

c31.JPGdi Bruno Allevi

La Citroen C3 arriva alla seconda generazione

 

 

ASCOLI PICENO – Una delle auto di Citroen che ha avuto maggior successo negli ultimi anni, si rinnova in maniera totale. Quest’auto è la Citroen C3. La seconda generazione della piccola francese è equipaggiata da 3 motori a benzina (1100 da 60 cv, 1400 da 73 e 95 cv, 1600 da 120 cv) e due motori diesel HDI (1400 da 70 cv, 1600 da 90 e 110 cv), negli allestimenti Ideal, Perfect, 99, Exclusive Style. Esternamente la nuova C3 è più lunga di 8 cm rispetto al precedente modello (che ora si chiama C3 Classic), e presenta una linea tondeggiante che ricorda in chiave più moderna e sportiva la precedente C3. Grintoso il frontale dove fanno bella mostra di se i nuovi gruppi ottici di forma allungata e la grande mascherina trapezoidale posizionata al centro del paraurti bombato. Anche il posteriore denota grinta e sportività, anche qui grazie alle forme bombate che creano dinamicità e movimento. Curiosi i gruppi ottici dal disegno molto particolare. Salendo a bordo della C3 si ha la sensazione di trovarsi nell’abitacolo di una grande berlina, grazie all’accuratezza e all’eleganza delle finiture usate per costruire l’abitacolo della piccola francese. Lo spazio a bordo abbonda sia per chi siede nei posti davanti sia per gli occupanti dei posti posteriori. Molto ben rifinita è la plancia: elegantissima e sportiva è la fascia di plastica lucida che corre lungo tutta la plancia. Analizzando con più attenzione la consolle centrale notiamo la disposizione chiara e lineare dei comandi (clima e radio CD), facili da usare e a portata di mano. Accattivante è il cruscotto, con il quadro strumenti ben leggibile.

LA TERZA STELLA »

esw1.JPGdi Bruno Allevi

Dopo la Berlina e la Coupè arriva la versione Station Wagon

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la E Berlina e la E Coupè, arriva sul mercato italiano la E Station Wagon. La versione per famiglie della berlina di Stoccarda è disponibile al lancio con 2 motori a benzina (350 CGI da 298 cv e 500 da 388 cv) e 3 motori diesel (220 CDI da 170 cv, 250 CDI da 204 cv e 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive, Elegance, Avantgarde, Avantgarde AMG. Esteticamente la E SW si distacca dalle precedenti versioni station della berlina tedesca, grazie a una linea più slanciata, meno pesante, che rende la vettura grintosa e sportiva. Accattivante il frontale ripreso dalla versione berlina (stessi gruppi ottici separati, stessa grande mascherina cromata dove campeggia la stella a 3 punte, stessi fari fendinebbia a led), mentre la novità principale è ovviamente nel posteriore. Qui vi è il maggior concentrato di linee sportive di tutta l’auto. Infatti la presenza del lunotto spiovente, dei fari spigolosi e delle nervature provenienti dalle fiancate, danno slancio e sportività alla coda della E Station. Nell’abitacolo si respira, come al solito, l’atmosfera Mercedes. I materiali usati sono di pregio e le finiture di qualità, l’assemblaggio è ottimo. Da sottolineare l’abbondanza di spazio sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Soffermandoci per un momento sul bagagliaio, ha una capacità record e forma regolare (tirando una leva accanto al portellone si reclina lo schienale formando un piano di carico perfettamente piatto); inoltre c’è la possibilità di montare come optional 2 strapuntini contromarcia adatti ai ragazzini.

SPORT, ELEGANCE, STYLE »

61.JPGdi Bruno Allevi

Provata la Mazda 6

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mazda, casa giapponese famosa per 2 miti automobilistici come la MX-5 e la cattivissima RX-8, rinnova la sua ammiraglia, la 6. La vettura giapponese è disponibile in 3 varianti di carrozzeria (Berlina, SW, Sport Tourer), è equipaggiata con 3 motori a benzina (1800 da 120 cv, 2000 da 147 cv e 2500 da 170 cv) e con 2 motori diesel common rail (2000 da 140 cv e 220 da 163 e 185 cv), negli allestimenti Experience, Executive, Luxury. Esternamente la nuova ammiraglia di casa Mazda delinea il nuovo stile che la casa giapponese da qualche tempo ha fatto proprio. Infatti ci troviamo di fronte a una vettura che ha una linea marcatamente sportiva e spiccatamente aggressiva, ma che non rinuncia affatto a forme eleganti che hanno decretato il successo di questo prodotto dal suo lancio sul mercato italiano. Comune a tutte e tre le varianti di carrozzeria è il frontale dove abbiamo i gruppi ottici di forma allungata che incorniciano la bella mascherina di forma curva, al cui centro risalta lo stemma Mazda. Le principali differenze le abbiamo invece nella parte posteriore. Infatti se analizziamo la versione Berlina troviamo una classica coda, per nulla pesante, ma leggera per sottolineare il carattere sportivo della Mazda 6. Se invece siamo in presenza della Sport Tourer avremo una parte posteriore caratterizzata dalla presenza di un portellone e da forme curve che imitano quelle delle vetture coupè. Infine, se ci troviamo in presenza della versione SW, come in ogni familiare che si rispetti abbiamo un allungamento della vettura (3 cm in più rispetto alla berlina e alla Sport Tourer) che parte dal montante centrale, la presenza del portellone, e comune anche alla Berlina e alla Sport Tourer i gruppi ottici, la cui forma allungata richiama quella dei fari anteriori.

Paolo Campa, un grande artista alla Residenza Rivabella di Magliaso »

 

paolo-campa-ragazza-di-dubrovnik-12.jpgPersonale del pittore luganese Paolo Campa nei saloni della Residenza Rivabella a Magliaso (via Resiga 17). Sotto il titolo “Il Rinascimento che verrà” la mostra presenta una serie di dipinti di medie e grandi dimensioni in cui appare evidente il grande talento di questo artista. “L’opera di Paolo Campa – scrive il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni - riconcilia con la pittura. È estranea a quella parte dell’arte moderna e contemporanea fatta di avventure e tentativi, spesso temerari, e si ricollega invece alla grande pittura e ai grandi pittori. Paolo Campa è figlio del Rinascimento, del lavoro di bottega, di una straordinaria perizia innestata su un folgorante talento posta a confronto con la sensibilità, le attese di oggi. Fan trattenere il fiato per la meraviglia i suoi Portraits, Flowers, Still-life: la delicatezza, la maestria, il tocco, la visione d’insieme. Entusiasmano e al tempo stesso fanno pensare i suoi Personaggi come scolpiti sulla tela e resi vivi dal colore: giovani donne e uomini di un mondo in trasformazione, multietnico, nei quali l’artista va a cogliere i caratteri più rappresentativi e nuovi”.

 

Nato nel 1964 a Lugano, vive e lavora a Pazzallo, Paolo Campa ha tenuto la sua prima personale proprio a Lugano nell’89 e da allora ha esposto in diversi paesi d’Europa. Importanti le due personali presentate nel 2001 da Sotheby’s, l’esposizione intitolata “Flowers” nel 2007 alla Galerie Caroline Dechamby di Crans-Montana, l’invito e la partecipazione alla mostra “Nuovi Realismi” curata da Vittorio Sgarbi al PAC, Padiglione d’arte contemporanea di Milano così come alle Fiere d’arte contemporanea di Bologna e Miami. La sua attività espositiva internazionale è adesso intervallata da questa mostra, che si in augura domenica 24 gennaio alle ore 11 alla Residenza Rivabella di Magliaso. Presenta il giornalista e critico d’arte Dalmazio Ambrosioni. La mostra rimane aperta fino all’11 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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