by admin il 25 Gen 2010 in Motori | 0 Commenti
di Bruno Allevi
Dopo la Berlina e la Coupè arriva la versione Station Wagon
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la E Berlina e la E Coupè, arriva sul mercato italiano la E Station Wagon. La versione per famiglie della berlina di Stoccarda è disponibile al lancio con 2 motori a benzina (350 CGI da 298 cv e 500 da 388 cv) e 3 motori diesel (220 CDI da 170 cv, 250 CDI da 204 cv e 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive, Elegance, Avantgarde, Avantgarde AMG. Esteticamente la E SW si distacca dalle precedenti versioni station della berlina tedesca, grazie a una linea più slanciata, meno pesante, che rende la vettura grintosa e sportiva. Accattivante il frontale ripreso dalla versione berlina (stessi gruppi ottici separati, stessa grande mascherina cromata dove campeggia la stella a 3 punte, stessi fari fendinebbia a led), mentre la novità principale è ovviamente nel posteriore. Qui vi è il maggior concentrato di linee sportive di tutta l’auto. Infatti la presenza del lunotto spiovente, dei fari spigolosi e delle nervature provenienti dalle fiancate, danno slancio e sportività alla coda della E Station. Nell’abitacolo si respira, come al solito, l’atmosfera Mercedes. I materiali usati sono di pregio e le finiture di qualità, l’assemblaggio è ottimo. Da sottolineare l’abbondanza di spazio sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Soffermandoci per un momento sul bagagliaio, ha una capacità record e forma regolare (tirando una leva accanto al portellone si reclina lo schienale formando un piano di carico perfettamente piatto); inoltre c’è la possibilità di montare come optional 2 strapuntini contromarcia adatti ai ragazzini.
by admin il 18 Gen 2010 in Motori | 0 Commenti
di Bruno Allevi
Provata la Mazda 6
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mazda, casa giapponese famosa per 2 miti automobilistici come la MX-5 e la cattivissima RX-8, rinnova la sua ammiraglia, la 6. La vettura giapponese è disponibile in 3 varianti di carrozzeria (Berlina, SW, Sport Tourer), è equipaggiata con 3 motori a benzina (1800 da 120 cv, 2000 da 147 cv e 2500 da 170 cv) e con 2 motori diesel common rail (2000 da 140 cv e 220 da 163 e 185 cv), negli allestimenti Experience, Executive, Luxury. Esternamente la nuova ammiraglia di casa Mazda delinea il nuovo stile che la casa giapponese da qualche tempo ha fatto proprio. Infatti ci troviamo di fronte a una vettura che ha una linea marcatamente sportiva e spiccatamente aggressiva, ma che non rinuncia affatto a forme eleganti che hanno decretato il successo di questo prodotto dal suo lancio sul mercato italiano. Comune a tutte e tre le varianti di carrozzeria è il frontale dove abbiamo i gruppi ottici di forma allungata che incorniciano la bella mascherina di forma curva, al cui centro risalta lo stemma Mazda. Le principali differenze le abbiamo invece nella parte posteriore. Infatti se analizziamo la versione Berlina troviamo una classica coda, per nulla pesante, ma leggera per sottolineare il carattere sportivo della Mazda 6. Se invece siamo in presenza della Sport Tourer avremo una parte posteriore caratterizzata dalla presenza di un portellone e da forme curve che imitano quelle delle vetture coupè. Infine, se ci troviamo in presenza della versione SW, come in ogni familiare che si rispetti abbiamo un allungamento della vettura (3 cm in più rispetto alla berlina e alla Sport Tourer) che parte dal montante centrale, la presenza del portellone, e comune anche alla Berlina e alla Sport Tourer i gruppi ottici, la cui forma allungata richiama quella dei fari anteriori.
by admin il 14 Gen 2010 in Eventi, Arte e Cultura, Primo Piano | 0 Commenti
Personale del pittore luganese Paolo Campa nei saloni della Residenza Rivabella a Magliaso (via Resiga 17). Sotto il titolo “Il Rinascimento che verrà” la mostra presenta una serie di dipinti di medie e grandi dimensioni in cui appare evidente il grande talento di questo artista. “L’opera di Paolo Campa – scrive il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni - riconcilia con la pittura. È estranea a quella parte dell’arte moderna e contemporanea fatta di avventure e tentativi, spesso temerari, e si ricollega invece alla grande pittura e ai grandi pittori. Paolo Campa è figlio del Rinascimento, del lavoro di bottega, di una straordinaria perizia innestata su un folgorante talento posta a confronto con la sensibilità, le attese di oggi. Fan trattenere il fiato per la meraviglia i suoi Portraits, Flowers, Still-life: la delicatezza, la maestria, il tocco, la visione d’insieme. Entusiasmano e al tempo stesso fanno pensare i suoi Personaggi come scolpiti sulla tela e resi vivi dal colore: giovani donne e uomini di un mondo in trasformazione, multietnico, nei quali l’artista va a cogliere i caratteri più rappresentativi e nuovi”.
Nato nel 1964 a Lugano, vive e lavora a Pazzallo, Paolo Campa ha tenuto la sua prima personale proprio a Lugano nell’89 e da allora ha esposto in diversi paesi d’Europa. Importanti le due personali presentate nel 2001 da Sotheby’s, l’esposizione intitolata “Flowers” nel 2007 alla Galerie Caroline Dechamby di Crans-Montana, l’invito e la partecipazione alla mostra “Nuovi Realismi” curata da Vittorio Sgarbi al PAC, Padiglione d’arte contemporanea di Milano così come alle Fiere d’arte contemporanea di Bologna e Miami. La sua attività espositiva internazionale è adesso intervallata da questa mostra, che si in augura domenica 24 gennaio alle ore 11 alla Residenza Rivabella di Magliaso. Presenta il giornalista e critico d’arte Dalmazio Ambrosioni. La mostra rimane aperta fino all’11 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 18.
by admin il 11 Gen 2010 in Motori | 0 Commenti
di Bruno Allevi
Arriva la terza variante della Serie 5: dopo la Berlina e la Station, ecco la Gran Turismo
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Gamma Serie 5 si allarga. Infatti dopo la versione Berlina e Touring, viene presentata la versione Gran Turismo. La terza scelta della berlina tedesca è equipaggiata con 2 motori a benzina (535i da 306 cv e 550i da 408 cv) e un motore diesel (530d da 245 cv) negli allestimenti Eletta e Futura. Esternamente la vettura mantiene della Serie 5 solo il nome. La nuova BMW presenta infatti una linea molto particolare dove si fondono stili diversi fra di loro, ma che nella 5 GT trovano la loro perfetta sintesi e somma. Abbiamo qui le linee proprie di una berlina di rango che si fondono con quelle del SUV e quelle della coupè. Oltre questa fusioni di stili, la 5 GT è più lunga di 16 cm rispetto alla 5 Berlina (484 cm la 5 Berlina, 500 cm la 5 GT), è più larga e più alta. Molto particolare il frontale, in quanto anticipa quello che sarà il muso della nuova BMW Serie 5 che sarà sul mercato nel corso del 2010. Parte anteriore spiovente e grintosa con la mascherina a “doppio rene” molto pronunciata, incorniciata dai grandi gruppi ottici di forma allungata. Se già il frontale anticipa linee future, il posteriore è il futuro. Infatti qui abbiamo quella fusione fra le linee coupè e SUV di cui parlavo pocanzi. Dal montante centrale la 5 GT perde la sua connotazione di berlina per assumere quella di coupè grazie alla forma tondeggiante che si rialza in coda , sbocciando nelle linee tipiche di un SUV di classe come la X5. La coda è muscolosa, robusta, ed è caratterizzata dal grande portellone ad apertura separata a cui si aggiungono i grandi gruppi ottici dal design molto sportivo e dinamico, a sottolineare il DNA sportivo della 5 GT. Salendo sul mix di stili che è la 5 GT, ci troviamo davanti al solito abitacolo BMW: un mix di lusso, tecnologia e sportività. Nulla da eccepire su materiali e qualità costruttiva; ottimo anche lo spazio a bordo, grazie soprattutto alla parte finale che permette di sfruttare al massimo il grande bagagliaio di cui la nuova auto di Monaco di Baviera dispone. Elegantissima è la consolle centrale dove di consueto troviamo in posizione rialzata il grande schermo del navigatore – sistema di intrattenimento, seguito dalle bocchette dell’aerazione, da un comodo portaoggetti, dall’autardio con lettore CD e dal sistema di climatizzazione automatica. Nel tunnel centrale invece troviamo il cambio joystick con il pulsante del freno a mano elettrico e accanto al cambio l’ormai celebre rotellina argento dell’IDrive che regola il sistema di intrattenimento della 5 GT.
by admin il 4 Gen 2010 in Motori | 0 Commenti
di Bruno Allevi
Provata la MX-5
GIULIANOVA LIDO – Era il 1989 quando la Mazda, casa automobilistica giapponese, lanciò sul mercato mondiale una piccola roadster destinata a fare epoca. Questa roadster è la MX-5, conosciuta da tutti con il nome di Miata. La nuova generazione della spider del Sol Levante è disponibile nelle varianti di carrozzeria Roadster e Roadster Coupè, è equipaggiata con 2 motori a benzina (1800 da 126 cv e 2000 da 160 cv), negli allestimenti Earth, Wind, Niseko, Fire. Esternamente la MX-5 rimane fedele alla forma compatta e molto sportiva che nel 1989 aveva la Miata. Infatti, a sottolineare un successo clamoroso nel mondo (l’auto è addirittura nel guinness dei primati come la roadster più venduta nel mondo), la linea della nuova MX-5 si discosta poco dalla sua progenitrice, se non per alcuni particolari. Rispetto alla prima generazione abbiamo un nuovo frontale, pulito ma molto grintoso, dove risalta la grande presa d’aria in posizione centrale sul paraurti, sormontata dai piccoli gruppi ottici di forma ellittica. Posteriormente invece nulla è cambiato dal 1989: infatti abbiamo la stessa coda grintosa della Miata e gli stessi gruppi ottici, aggiornati nelle plastiche, che la MX-5 del 1989 portava “in dote”. Salendo a bordo della roadster di casa Mazda, troviamo un abitacolo piccolo, raccolto, 2 posti secchi, come sulle vere spider di una volta.