Taikoza Japanese music and dance group »
by admin il 29 Set 2009 in Eventi, Arte e Cultura, Primo Piano | 0 Commenti
Sabato 3 ottobre 2009, ore 20.30
Cinema Teatro di Chiasso Taikoza
diretto da Marco Lienhard
koto Masayo Ishigure
danza Momo Suzuki
taiko Marguerite Z. Bunyan
Malika Yasuko Duckworth
Masayuki Mizunuma
Chikako Saito
L’arte antica dei grandi tamburi taiko
La Stagione autunnale di Chiasso Musica è inaugurata da una formazione giapponese di musica e danza fondata da Marco Lienhard nel 1995, che ha incantato il pubblico di tutto il mondo: i Taikoza. La ricchezza e la forza dei ritmi che scaturiscono dai taiko creano un’elettrizzante energia che trasporta gli ascoltatori in una dimensione sorprendente, e per nulla scontata, di eccitazione musicale.
Con il termine taiko (letteralmente “grande tamburo”) si indica una vasta categoria di tamburi dal corpo cilindrico o a barile di dimensioni molto diverse tra di loro, che vengono suonati con due mazze, tenute ciascuna in una mano.
Poiché per noi il suono del tamburo è altrettanto fondamentale del battito cardiaco, alcuni sostengono che i primi strumenti musicali usati dalle varie culture in tutto il mondo siano in genere a percussione. È quindi possibile che i precursori dei tamburi taiko risalgano ad almeno due o tremila anni fa, nel profondo della preistoria del Giappone.
Come la maggior parte delle tradizioni percussive di origini primitive, il taiko partecipa a quasi tutti gli aspetti della vita, dalla nascita alla morte. I tamburi taiko incitarono le truppe ed intimidirono i nemici sui campi di battaglia, invitarono la gente alle feste e suonarono alle cerimonie per la semina del riso, scacciando con il loro fragore gli insetti e risvegliando gli spiriti della pioggia. In alcune tradizioni buddiste, il rimbombante suono del tamburo rappresentava la voce di Buddha e nei santuari shintoisti accompagnava le preghiere alle divinità.
Non solo la musica taiko oltrepassava i confini tra umano e divino, ma era utilizzata per definire lo spazio terreno. Nell’antico Giappone, la distanza che raggiungeva il suono del tamburo taiko suonato nel tempio del villaggio, determinava i confini della città. È ovvio che l’importanza della città fosse determinata dal tamburo più potente.







